Partito di Alternativa Comunista

Colombia: rivoluzione in corso L’intervento dei compagni del Pst Colombia

Colombia: rivoluzione in corso

L’intervento dei compagni del Pst Colombia

 

 

Lo striscione del Pst ripreso dalla tv colombiana

 

a cura di Salvatore de Lorenzo

 

Dopo il grande sciopero generale del novembre del 2019, il proletariato colombiano si è reimpossessato, con ancora maggior veemenza, del palcoscenico della lotta di classe, con diversi giorni di proteste in tutto il Paese contro le misure economiche del governo Duque. Le masse hanno per ora costretto il ministro delle finanze alle dimissioni, ma la pressione ribolle ancora nelle strade. All’efferata repressione del governo bisogna rispondere con l’autorganizzazione e l’autodifesa della classe operaia.
Riportiamo di seguito un quadro della situazione, come descritto dai compagni della nostra sezione gemella in Colombia, il Pst (sezione colombiana della Lit-Quarta internazionale) in prima linea nella mobilitazione.

 

Abbasso Duque e il suo piano, che la crisi la paghino i ricchi!

 

Pst, sezione colombiana della Lega Internazionale dei Lavoratori

 

Dopo sei giorni di massicce proteste in tutto il Paese, il governo di Iván Duque è stato costretto a ritirare il progetto di riforma fiscale dal Congresso della Repubblica e rimuovere dall’incarico il ministro delle Finanze, Alberto Carrasquilla. Questa è senza dubbio una vittoria parziale delle masse, ma sono le stesse masse ad aver compreso che il problema non è la riforma fiscale, bensì l'intero pacchetto di misure politiche (il cosiddetto Paquetazo, ndt) e il regime politico, che vuole che la crisi economica aggravata dalla pandemia venga pagata dalla classe operaia e dai poveri. Il governo stesso fa di tutto perché il progetto possa essere nuovamente presentato in qualsiasi momento. Lo stesso dicasi per la legge 010, che approfondisce la privatizzazione della sanità e la precarietà dei lavoratori del settore.

Per questo motivo, lo sciopero nazionale prolungato deve mirare a rimuovere il governo criminale di Duque, che ha risposto con una repressione brutale - con più di 50 giovani assassinati, centinaia di disabili e sei donne violentate dalla Polizia - alla clamorosa discesa in piazza di milioni di persone, che hanno occupato strade, piazze e parchi.
Tuttavia, nonostante la repressione, la gente è ancora mobilitata: lo sciopero nazionale non è solo nelle città, ma in centinaia di Comuni del Paese: i giovani, gli insegnanti, i contadini, hanno fatto sit-in e grandi cortei. Anche gli indigeni Minga, i camionisti e gli operatori sanitari si sono mobilitati contro le misure del governo Duque.

 

Le persone nelle strade, le burocrazie assenti

E mentre in piazza i giovani e le organizzazioni sindacali e sociali combattevano una battaglia contro la riforma fiscale, il Comitato nazionale di sciopero (Cnp) - ridotto dal 2019 alla burocrazia delle centrali sindacali - convocava eventi virtuali e continuava a lavorare ad indebolire la mobilitazione, per arrogarsi il ruolo di negoziatore di una lotta che non ha condotto e che ha cercato di rinviare al 19 maggio, sebbene ora stia tentando di riportarsi alla testa della lotta chiamando a una nuovo giornata di mobilitazione per il 5 maggio, chiaro segnale che è in realtà alla coda del processo.
Urge che le organizzazioni sindacali che fanno riferimento a queste centrali e che hanno partecipato alle lotte sostituiscano questa burocrazia, che convoca concerti mentre i giovani vengono uccisi, paralizzati, detenuti e violentati dall’Esmad (le forze speciali, ndt) della Polizia Nazionale.
È necessaria una nuova direzione nella Cut che si ponga alla testa delle lotte. Perché le masse, che in questo momento stanno sfuggendo al controllo burocratico, sono rimaste nelle strade e hanno ottenuto questa vittoria parziale che può essere consolidata solo con la caduta del governo Duque.

 

Un incontro di emergenza per rafforzare le lotte

Il Paquetazo continua il suo corso, la militarizzazione delle strade e delle città insieme ai crimini della Polizia Nazionale contro i manifestanti non può restare impunita, e resta urgente la richiesta di un piano di vaccinazioni gratuito e massiccio per fronteggiare la pandemia. Pertanto, lo sciopero nazionale deve continuare indefinitamente fino alla caduta di Iván Duque.
È urgente unificare le lotte, organizzare un incontro di emergenza nazionale ed eleggere democraticamente una nuova direzione assieme alle organizzazioni sociali e sindacali delle donne, dei giovani, delle comunità afro e indigene, che stanno mettendo il loro cuore nelle strade.
Le masse hanno mostrato la strada, non possiamo rimandare le lotte per adattarci alle agende della burocrazia sindacale o dei calendari elettorali: la pandemia uccide centinaia di persone ogni giorno, la fame e la disoccupazione colpiscono la classe operaia e i settori popolari. È solo la mobilitazione nelle strade che non solo può fermare il Paquetazo ma anche rovesciare questo governo criminale con uno sciopero nazionale a tempo indeterminato.

 

Abbasso Duke e il suo piano! Fuori Duke e tutti gli assassini corrotti!

Che siano i ricchi a pagare la crisi, non pagando il debito estero!

Abbasso la legge 010 che privatizza la salute

Vaccinazione di massa subito!

Di fronte al massacro della polizia e alla militarizzazione, processare e punire i colpevoli, e smantellare subito l'Esmad!

Per difendere la mobilitazione, organizzare gli operai e squadre di difesa popolare!

Sciopero nazionale a oltranza, fermiamo la produzione!

Organizzare un’assemblea di emergenza nazionale subito! Convocare immediatamente le assemblee popolari!

Combattere Duque e il suo piano nelle strade! Per un governo operaio e popolare!

 

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