Partito di Alternativa Comunista

Per una Palestina libera, laica e socialista Intifada fino alla vittoria!

La vittoria di Hamas alle elezioni per il rinnovo del parlamento palestinese del 25 gennaio scorso costituisce un esito dal significato molto importante nel quadro della lotta per la liberazione e l'autodeterminazione del popolo palestinese e, più in generale, per la liberazione dell'intero Medioriente.

Sicuramente, il risultato elettorale - che costituisce uno schiaffo per il sionismo e l'imperialismo - è stato il prodotto del combinarsi di una forte radicalizzazione (a partire dalla seconda Intifada) della resistenza all'occupazione imperialista e della crescente sfiducia popolare nella direzione corrotta ed accomodante verso Israele di Al Fatah.

Hamas, tuttavia, pur avendo goduto dell'appoggio delle fasce popolari palestinesi più diseredate e degradate, rappresenta pur sempre la borghesia clericale nazionale che si serve dell'integralismo religioso per controllare le masse, non in funzione della loro liberazione dall'oppressione imperialista, ma del ristabilimento del proprio dominio.

Invece, la lotta popolare deve continuare fino al ritiro dell'esercito israeliano e di tutti i coloni dai territori occupati e per una vera e compiuta liberazione nazionale con la costituzione dello Stato libero di Palestina. Per questo l'eroica rivolta del popolo palesti­nese contro la brutale oppressione dello Stato sionista deve trovare il più ampio e incondizionato sostegno del movimento operaio e popolare di tutto il mondo con il rifiuto delle soluzioni di com­promesso (accordi di Oslo, Road Map).

Tuttavia, per sconfiggere il sionismo e l'imperialismo, la mobilitazione deve estendersi al di là dei confini palestinesi e coinvolgere l'insieme del popolo arabo, da secoli oppresso e dominato da potenze straniere.

Progetto Comunista - Rifondare l'Opposizione dei Lavoratori è da sempre contro il fondamentalismo islamico e la sua logica terroristica. Ma riconosce il pieno diritto del popolo palestinese a resistere all'occupazione coloniale, a sollevarsi con tutte le proprie forze contro le truppe occupanti, a lottare sino in fondo per la propria autodeterminazione e libertà.

Peraltro, solo la rivolta delle masse arabe e l'unificazione dell'oriente arabo contro il colonialismo in una coerente visione antimperialista può emarginare le suggestioni fondamentaliste, nella prospettiva di una rivoluzione socialista nel quadro di una unità araba e socialista.

Senza di essa, il dominio dell'imperialismo con le sue conseguenze politiche e sociali renderà ogni indipendenza politicamente limitata e socialmente formale. Senza di essa, di fronte al fallimento delle direzioni laiche borghesi e piccolo-borghesi, il fondamentalismo islamico avrà buon gioco a trascinare le masse sotto la sua direzione reazionaria. Senza la prospettiva del socialismo, sarà impossibile riuscire nel compito difficile ma necessario di strappare all'ideologia reazionaria del sionismo almeno una parte della classe operaia ebrea, che può e deve essere una forza d'aiuto nella lotta antimperialista. E del resto, solo un Medioriente socialista rappresenta il quadro in cui, accanto ad una Palestina araba e socialista nell'ambito di un'unità araba socialista, potrà essere possibile riconoscere al popolo ebraico che vive in Palestina, una volta scacciati i coloni reazionari, i diritti democratici di minoranza nazionale.

ì Per la sconfitta del sionismo e dell'imperialismo.

ì Intifada fino alla vittoria.

ì Per la mobilitazione delle masse arabe contro Israele e l'imperialismo.

ì Nessuna fiducia nei fallimentari regimi borghesi, feudo-borghesi o piccolo-borghesi dei paesi arabi; per il loro rovesciamento rivoluzionario.

ì Per l'abbattimento dello Stato sionista d'Israele; per i pieni diritti democratici del popolo ebraico in Palestina  come minoranza nazionale, nel quadro dell'unità del Medioriente.

ì Per una Palestina libera, laica e socialista nel quadro di una unità araba e socialista.

ì Per una federazione socialista del Medio Oriente.

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