Partito di Alternativa Comunista

X Congresso della Lit- Quarta Internazionale

X Congresso della Lit- Quarta Internazionale
UNA LUNGA MARCIA PER COSTRUIRE
LA DIREZIONE RIVOLUZIONARIA MONDIALE
 

 
 
 
di Alicia Sagra
Si è concluso domenica scorsa in Brasile il X Congresso della Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale (Lit-QI), oggi nei fatti la più dinamica e territorialmente diffusa organizzazione internazionale che si richiama al trotskismo, presente in decine di Paesi con proprie sezioni. Al Congresso, durato una settimana, hanno partecipato insieme a delegati da tutto il mondo anche delegati del Pdac, sezione italiana della Lit. A breve saranno disponibili le risoluzioni del Congresso. Nel frattempo pubblichiamo un articolo di Alicia Sagra, della direzione dell'Internazionale e della sezione argentina (Pstu).
(FR)
 
quarta lit-ci

 
Il X Congresso della Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale (Lit-QI) assume un significato speciale visto che lo realizziamo nel pieno della crisi mondiale più grande dal 1929, con le masse brutalmente attaccate che rispondono con la rivoluzione araba e con la grande ascesa della lotta di classe in Europa, e in una situazione in cui non è ancora stata risolta la crisi di direzione rivoluzionaria mondiale.
Il compito principale del Congresso è studiare questo processo per fornire una risposta programmatica e politica e per assumere le misure necessarie che permettano di compiere un salto nella nostra costruzione, sul cammino della ricostruzione della Quarta Internazionale.
 
Una lunga storia
La Lit-QI sta per compiere 30 anni di vita. Fu fondata nel gennaio 1982, con uno scopo: "La Lit-QI ha come obiettivo fondamentale quello di superare la crisi di direzione del movimento operaio mondiale e costruire la Quarta Internazionale con influenza di massa. Solo così, risolvendo la crisi di direzione del proletariato, la mobilitazione permanente dei lavoratori e degli sfruttati del mondo contro l'imperialismo e la borghesia potrà culminare con la vittoria della rivoluzione socialista internazionale e con l'edificazione della dittatura rivoluzionaria del proletariato." (1)
 
Le nostre origini
Quella fondazione (nel 1982) era il prodotto di quaranta anni di storia. Una storia che, come diceva Nahuel Moreno, principale dirigente della nostra corrente [morto nel 1987, ndt], conteneva alcuni successi e molti errori. Errori che Moreno riteneva importante rimarcare perché: "(...) certi dirigenti del movimento trotskista si consideravano colossi che non si sbagliavano mai. Viceversa, il trotskismo da loro diretto era deplorevole (...). Questa esperienza di camminare sempre tra 'geni' ci ha portato a insistere con la nostra base sul fatto che viceversa ci sbagliamo molto, che ogni militante deve imparare a pensare con la sua testa, in quanto la nostra direzione non è garanzia di infallibilità. Vogliamo in ogni modo inculcare uno spirito autocritico, marxista, e non una fede religiosa nella nostra modesta direzione, provinciale per sua formazione e barbara per cultura. Per questo crediamo nella democrazia interna e la vediamo come una necessità imprescindibile. (...) Avanziamo passando per errori e sconfitte e non abbiamo nessuna vergogna di ammetterlo (...)."
"Il problema" continua Moreno "è come commettere meno errori, qualitativamente e quantitativamente. A mio modo di vedere, la tendenza sarà quella di commettere meno errori nella misura in cui saremo parte di una organizzazione internazionale fondata sul centralismo democratico. Questo è, per me, un fatto. Affermo categoricamente che ogni partito nazionale che non è parte di una organizzazione internazionale bolscevica, con una direzione internazionale, commette ogni volta sempre più errori e soprattutto ne commette uno qualitativo: essendo nazional-trotskista finisce inevitabilmente col rinnegare la Quarta Internazionale e adottare posizioni opportuniste o settarie, per poi, infine, scomparire (...) (2).
Le nostre origini risalgono alla decade del 1940, in Argentina, quando i fratelli Boris e Rita Galub, Mauricio Czizik e Daniel Pereyra (giovani provenienti da famiglie operaie), insieme a Nahuel Moreno e ad "Abrahancito", che provenivano dalla classe media, formarono un gruppo di studio guadagnato al trotskismo. Secondo Moreno, per compiere questo passo fu decisivo l'aiuto di Fidel Ortiz Saavedra, operaio boliviano, semi-analfabeta.
Nel 1943, questi compagni si costituiscono in gruppo, con l'obiettivo principale di andare incontro alla classe operaia, cercando di superare il carattere marginale, "bohemien" e intellettuale del movimento trotskista argentino. Nel contatto con la classe operaia argentina e con le sue lotte, il gruppo si sviluppò. Il nostro nome fu dapprima Grupo Obrero Marxista (1943-1948), poi Partido Obrero Revolucionario (1948-1956), poi Movimiento de Organizaciones Obreras (1956-1957). Tra il 1957 e il 1965 fummo invece conosciuti con il nome del nostro giornale, Palabra Obrera. Nel 1965 ci fondemmo con il Frip di Santucho (3) formando il Partido Revolucionario de los Trabajadores. Dopo la rottura con Santucho costituimmo il Prt-La Verdad fino al 1971 quando demmo vita al Partido Socialista de los Trabajadores e, nel 1982, dopo la caduta della dittatura argentina, costruimmo il Mas.
 
Con la classe operaia, l'Internazionale e la teoria marxista
Lungo questo cammino, come dice Moreno, commettemmo molti errori. Il più grande di tutti, il nazional-trotskismo, lo correggemmo nel 1948 quando entrammo nella Quarta Internazionale. Da quel momento, la nostra corrente ebbe un obiettivo centrale: la costruzione della direzione rivoluzionaria mondiale.
Ciò non significa che non commettemmo altri errori. Fummo "operaisti" nei nostri primi anni, movimentisti nell'epoca di Palabra Obrera, quando 100 militanti arrivarono a vendere 10 mila giornali. Andammo all'unificazione con l'organizzazione di Santucho sorvolando su differenze molto importanti relative al centralismo democratico e al partito mondiale. Ci facemmo impressionare e cademmo in false aspettative rispetto alla direzione castrista. Arrivammo alla fusione con la corrente lambertista (4) senza aver approfondito la caratterizzazione di questa corrente e ciò determinò che, poco dopo, le differenze ci portarono a una rapida rottura.
Però Moreno impresse alla nostra corrente alcune caratteristiche che ci permisero di correggere le deviazioni e riprendere la strada giusta: fiducia nella classe operaia, nella teoria marxista e nell'Internazionale. A ciò si sommò il metodo di non aver timore nel riconoscere e correggere gli errori.
La nostra convinzione che non vi è soluzione a livello nazionale ci ha fatto combattere instancabilmente per la ricostruzione della Quarta Internazionale, rifiutando ogni tipo di esperienza federalista che in quanto tale, come affermano le Tesi di fondazione della Lit-QI, "si è sempre conclusa nell'immondezzaio della storia."
L'impiego della teoria marxista impedì a Moreno di dare risposte settarie od opportuniste di fronte ai grandi processi del dopo-guerra. Quando l'Esercito rosso di Stalin espropriò le borghesie dell'Europa dell'Est (1947-1948), quando lo stesso fu fatto dell'esercito guerrigliero di Mao in Cina (1950) e da Castro a Cuba (1960), molti trotskisti dissero: "La rivoluzione permanente dice che la vittoria della rivoluzione si può dare solo sotto la direzione della classe operaia e del partito rivoluzionario. La realtà ha smentito la teoria trotskista." E, a partire da qui, divennero maoisti, castristi o si convertirono in intellettuali di destra. Altri, al contrario, argomentando che "questi processi non rispettano le Tesi della rivoluzione permanente, e dunque non sono rivoluzioni" passarono anni senza riconoscere la rivoluzione cubana e quella cinese e senza prendere atto che questi Paesi erano diventati nuovi Stati operai.
Moreno agì in forma differente. Si mise a studiare la realtà così come si presentava e per farlo utilizzò gli strumenti lasciati da Marx, Lenin e Trotsky, senza timore che questa realtà potesse non coincidere con i pronostici precedentemente fatti. Così vide che questi processi, nonostante confermassero gli aspetti centrali della teoria della rivoluzione permanente, contraddicevano apparentemente alcune delle sue tesi e scoprì che Trotsky stesso aveva fornito elementi per interpretare questi fatti nuovi sulla base di una ipotesi teorica contenuta nel Programma di transizione [del 1938, testo fondativo della Quarta Internazionale, citiamo in traduzione la versione italiana da noi curata per Massari editore, ndt] laddove scrive che: "Non si può, tuttavia, escludere categoricamente la possibilità teorica che, in caso di circostanze assolutamente eccezionali (la guerra, una sconfitta, un crollo finanziario, la mobilitazione delle masse rivoluzionarie, ecc.), i partiti piccolo-borghesi, inclusi quelli stalinisti, possano essere trascinati, più di quanto vogliono, verso una rottura con la borghesia. In ogni caso, una cosa è fuori dubbio: anche se questa eventualità altamente improbabile divenisse, in qualche luogo e in qualche tempo, una realtà e il governo operaio e contadino nel senso sopraddetto si realizzasse nei fatti, esso rappresenterebbe solo qualcosa di episodico lungo la strada che porta alla vera dittatura del proletariato."
Fu questo approccio a consentire alla nostra corrente di definire Cuba, Cina, Jugoslavia, Cecoslovacchia ecc. come Stati operai deformati, che andavano difesi dagli attacchi dell'imperialismo al contempo sostenendo il programma di una rivoluzione politica che scalzasse le caste burocratiche dirigenti.
Questa armatura teorica unita alla fiducia e al legame con la classe operaia permisero a Moreno di correggere le aspettative inizialmente riposte nella direzione castrista. E fece sì che la nostra corrente potesse resistere insieme alla classe operaia al riflusso degli anni seguenti, senza cadere nella disperazione che condusse tante organizzazioni dell'America Latina nel vicolo cieco del guerriglierismo.
 
Rigidità nei principi, flessibilità nella tattica
Difendendo coerentemente l'indipendenza di classe, potemmo sopportare anche la tremenda pressione del peronismo che, in Argentina, si era impadronito della coscienza della classe operaia. A differenza di coloro che oggi hanno capitolato rapidamente al chavismo (che è il peronismo del XXI secolo), con la direzione di Moreno riuscimmo a nuotare controcorrente, senza lasciarci tentare dalla facile soluzione di "andare dove sono le masse". Per farlo agimmo con audacia, approfittando delle opportunità, per piccole che fossero, che ci offriva la realtà. Così approfittammo della legalità che fu conquistata con i "cordobazos" (5) e utilizzammo le elezioni del 1973 per costruire il Pst argentino come partito nazionale.
Nel 1974, un piccolo gruppo di giovani brasiliani, esiliati in Cile, prese contatto con la nostra corrente e, approfittando di alcune aperture concesse dalla dittatura brasiliana, tornò nel loro Paese dove costrì in quattro anni un partito di 800 militanti. Nel 1974 il Pst argentino inviò quadri militanti per partecipare alla rivoluzione portoghese e in questo processo guadagnammo un gruppo di giovani liceali che diedero poi vita al nostro partito portoghese. Nel 1976, durante la dittatura argentina di Videla, approfittammo dell'espulsione forzata dal Paese dei nostri principali dirigenti per sviluppare il lavoro internazionale: fu così che si costruì il Pst colombiano e, da lì, iniziammo il nostro lavoro di radicamento in Centroamerica e, nel 1979, fummo promotori della costituzione della Brigata Simon Bolivar che combatté nella rivoluzione nicaraguense contro la dittatura di Somoza.
 
La nostra battaglia internazionale
Tutto questo percorso fu fatto nell'ambito di una costante battaglia per la costruzione dell'Internazionale e nella lotta contro le posizioni di chi revisionava il trotskismo. Così, nel 1952-1953, Moreno si scontrò con le posizioni del pablismo (6) e sviluppò una polemica sulla rivoluzione boliviana del 1952, difendendo la posizione riassunta nello slogan "tutto il potere alla Cob" contro la posizione di appoggio al Mnr borghese suggerita dalla direzione della Quarta Internazionale e applicata dal Por di Lora (sezione boliviana della Quarta Internazionale).
Dopo la rottura della Quarta Internazionale, nel 1953, e di fronte al rifiuto delle sezioni statunitense, francese e inglese di costruire una organizzazione centralizzata per contendere l'egemonia al pablismo, si costituì lo Slato (Segretariato Latinoamericano del trotskismo ortodosso), insieme ai trotskisti cileni. Con lo Slato si partecipò al processo della rivoluzione agraria in Perù, dove fu inviato uno studente peruviano conquistato in Argentina, Hugo Blanco, che divenne uno dei massimi dirigenti dei contadini poveri peruviani.
Nel 1963, sulla base di una posizione di sostegno alla rivoluzione cubana nacque un raggruppamento della Quarta Internazionale che diede origine al Segretariato Unificato (SU), in cui entrarono tutte le forze trotskiste che caratterizzavano Cuba come nuovo Stato operaio. Noi chiedemmo un bilancio del percorso precedente, in cui si criticasse con forza il metodo impressionista che aveva condotto al tradimento della rivoluzione boliviana, per evitare che si ripetessero simili deviazioni in futuro. Anche se ciò non fu fatto, nel 1964, decidemmo di entrare nel SU, convinti che, nonostante le divergenze, una riunificazione attorno al sostegno di una rivoluzione fosse positiva e che ciò avrebbe permesso di partecipare con più forza alla futura ascesa che prevedevamo.
Ma l'impressionismo si ripresentò e dovemmo combattere, senza risultato, la deviazione guerriglierista e avanguardista che si produsse negli anni Settanta. Moreno arrivò alla conclusione che il SU fosse ormai totalmente impregnato di revisionismo e che avesse cessato di essere una possibile direzione rivoluzionaria mondiale. A partire da questo momento, insieme con la maggioranza delle organizzazioni latinoamericane e con quadri di Spagna, Portogallo e Italia, diede vita prima a una tendenza e poi alla Frazione Bolscevica. La rottura definitiva con il SU si produsse nel 1979, quando la direzione del Segretariato Unificato rifiutò di difendere i membri della Brigata Simon Bolivar, espulsi dal Nicaragua dai sandinisti e colpiti dalla repressione a Panama, e pubblicò un testo che definiva le direzioni nicaraguense e cubana come "rivoluzionarie", negando di conseguenza la necessità della costruzione di partiti trotskisti in questi Paesi.
 
La lotta contro la dittatura in Argentina
Nel frattempo, in Argentina il Pst svolgeva un ruolo eroico nella resistenza contro la dittatura genocida iniziata nel 1976. Con circa 250 militanti arrestati e più di 100 morti e "desaparecidos", attuando nella più assoluta clandestinità, riuscì a mantenere il proprio giornale e a sviluppare attività nel movimento operaio, tra i giovani e gli intellettuali.
Allo scoppio della guerra delle Malvinas (1982), l'odio contro la dittatura non impedì che assumessimo una linea politica basata sui principi leninisti, identificando l'imperialismo invasore come il nemico principale. Dal primo momento e senza mai cessare di denunciare la dittatura, il Pst si schierò quindi nel campo militare argentino e militò per la disfatta dell'imperialismo britannico.
 
La fondazione della Lit, la costruzione del Mas in Argentina e la morte di Moreno
La Lit-Quarta Internazionale nasce dopo il tentativo non riuscito di avanzare nella ricostruzione della Quarta Internazionale a partire da una fusione con l'Oci diretta da Lambert. Questo tentativo fallì per "l'adattamento revisionista della direzione dell'Oci al governo di Mitterrand e, in generale, all'apparato della socialdemocrazia francese" (7).
Nel gennaio del 1982 si tenne una riunione internazionale dei partiti della Frazione Bolscevica con la presenza di due importanti dirigenti che provenivano dal lambertismo: Ricardo Napuri (Perù) e Alberto Franceschi (Venezuela). Uno dei punti centrali della riunione era organizzare una campagna in difesa della morale rivoluzionaria di Napuri, calunniato da Lambert. L'altro punto era la discussione su come avanzare nella costruzione dell'Internazionale.
La riunione, dopo aver approvato la campagna per Napuri, approvò all'unanimità la decisione di trasformarsi in Conferenza di fondazione di una nuova organizzazione internazionale. Quindi si approvarono gli statuti della Lega Internazionale dei Lavoratori - Quarta Internazionale e le sue tesi fondative.
La grande sfida che si poneva alla Lit era rispondere alla situazione rivoluzionaria apertasi in Argentina dopo la caduta della dittatura. In quel Paese contavamo su una importante accumulazione di quadri che, usciti rafforzati dalla lotta contro la dittatura, iniziarono a costruire il Mas. In pochi anni, il Mas divenne il principale partito di sinistra in Argentina e in America Latina, nonché uno dei principali partiti di sinistra del mondo.
Nel mezzo di questo processo, la Lit fu duramente colpita, nel 1987, dalla morte del suo fondatore e principale dirigente, Nahuel Moreno. La sua mancanza provocò un indebolimento qualitativo nella nostra direzione internazionale ed ebbe un peso molto grande nello sviluppo e nella conclusione della crisi che portò alla quasi totale distruzione della nostra Internazionale.
 
I processi nell'Est europeo e l'alluvione opportunista
Tra il 1989 e il 1991 si produssero grandi processi rivoluzionari che posero fine ai regimi a partito unico dell'Urss e dell'Est europeo. Questi processi distrussero l'apparato centrale dello stalinismo rompendo la camicia di forza che paralizzava il movimento operaio mondiale. Però questi processi, pur essendo molto forti, a causa della crisi di direzione rivoluzionaria non riuscirono a rovesciare la restaurazione del capitalismo che era stata imposta pochi anni prima dalla burocrazia stalinista al governo. Quindi la conclusione fu contraddittoria. Da un lato, la distruzione dell'apparato centrale dello stalinismo significò una grande vittoria che ebbe ripercussioni mondiali in quanto rafforzò la coscienza anti-burocratica e provocò l'indebolimento di tutte le burocrazie, non solo di quelle staliniste. Dall'altro lato, però, ampi settori dell'avanguardia della classe a livello mondiale videro (erroneamente) la restaurazione del capitalismo come prodotto delle mobilitazioni di massa. E di ciò approfittò l'imperialismo per sviluppare la sua campagna sulla "morte del comunismo", sulla "supremazia del capitalismo" e sulla "fine della storia".
Tutto ciò ebbe due conseguenze. A livello di ampi settori di attivisti nel mondo si produsse un processo di confusione e demoralizzazione nel veder cadere quelli che si consideravano come dei punti di riferimento nella lotta per il socialismo. A livello di organizzazioni di sinistra, includendo quelle trotskiste, si produsse invece quella che abbiamo definito come "alluvione opportunista". Alcuni arrivando alla conclusione che non si può più fare la rivoluzione socialista, altri pensando che non è più necessaria, hanno abbandonato un po' per volta il programma rivoluzionario: la lotta per il potere è stata così sostituita dall'obiettivo elettorale, il centralismo democratico è stato accantonato, la dittatura del proletariato, la ricostruzione della Quarta Internazionale, l'indipendenza di classe, la lotta anti-imperialista, tutto ciò è stato abbandonato in nome del parlamentarismo o dei finanziamenti statali... Ed è così che varie organizzazioni "trotskiste" hanno sostenuto o partecipato a governi borghesi...
 
La crisi e la ricostruzione della Lit
Anche la Lit ha subito duri colpi in questa situazione. La differenza con altre organizzazioni, come il SU, fu però che in questa alluvione opportunista non ci lasciammo trascinare dalla corrente: ci furono quadri dirigenti che opposero una forte resistenza, per questo la Lit non si adattò alla situazione ma fu praticamente distrutta. Perse tra 4 e 5 mila militanti, tra i quali l'80% dei suoi quadri con maggior esperienza. Molti di questi si sono convertiti in sostenitori del chavismo, di Evo Morales, della destra venezuelana...
A partire dal V Congresso (1997) iniziò il processo di ricostruzione della Lit. Con grandi sforzi e molti errori, riuscimmo a ricostruire il nostro programma, la nostra organizzazione, le finanze, la morale rivoluzionaria. E ci riavvicinammo alla teoria marxista a partire dalla quale elaborammo una interpretazione dei processi occorsi nei Paesi dell'Est, su Cuba, sull'oppressione delle donne nel capitalismo, sulla crisi economica. Le nostre sezioni nazionali avanzarono nella elaborazione, nelle pubblicazioni, nella relazione con la classe operaia. In Brasile e in Paraguay siamo stati il principale motore della costruzione di sindacati operai e di massa alternativi.
L'VIII e il IX Congresso della Lit (2005 e 2008) hanno costituito delle pietre miliari in questa uscita dalla crisi. Tra questi due congressi abbiamo recuperato alla Lit il partito colombiano e importanti quadri, a partire dalla fusione con il Cito (nato da una scissione del 1994) e il nostro lavoro europeo è stato fortemente rafforzato dall'ingresso del Pdac italiano. Nello stesso periodo si sono fondate anche numerose altre sezioni e gruppi nuovi in diversi Paesi. Ma questa battaglia per la ricostruzione ha conosciuto anche momenti negativi: nella ricostruzione delle nostre organizzazioni e della morale rivoluzionaria abbiamo perso il Pos messicano e l'Mst boliviano.
Oggi, anche se abbiamo molti problemi da risolvere, arriviamo al X Congresso con nuovi importanti risultati: l'entrata nella Lit di compagni e gruppi che, provenienti da altre tradizioni, hanno dato vita a nuove sezioni a Panama e nel Salvador, c'è il rientro del Pst dell'Honduras e un importante sviluppo in Costa Rica. E ancora: il salto di qualità della sezione argentina a partire dalla fusione che ha dato origine al Pstu di quel Paese. I nostri partiti brasiliano e paraguayo svolgono un ruolo decisivo nella conduzione di sindacati operai. Conosciamo passi avanti nel nostro radicamento in Spagna, Portogallo e Italia e avanzamenti nell'intervento nei processi dalla lotta di classe anche delle nostre organizzazioni più piccole.
Arriviamo a questa nuova situazione approntando nuovi strumenti teorici e politici: la nuova serie della rivista teorica Marxismo Vivo, la rivista politica Correo Internacional, l'Archivio Leon Trotsky: tutti strumenti importanti per la formazione dei nostri militanti e per la battaglia ideologica e programmatica che richiede la situazione attuale.
Abbiamo fatto grandi passi avanti: ma certo c'è ancora tanto da fare. Dobbiamo approfondire lo studio della realtà e lavorare all'aggiornamento programmatico. E' fondamentale continuare con la proletarizzazione delle nostre sezioni e avanzare nella battaglia per costruire una direzione alternativa del movimento operaio. Dobbiamo proseguire nella formazione dei nostri quadri, intensificare le campagne internazionali e continuare la discussione programmatica nel vivo della lotta di classe per definire il rapporto con dirigenti e gruppi che si avvicinano alla nostra Internazionale.
Tutto ciò con lo scopo di rispondere alla crisi della direzione rivoluzionaria, avanzando nella costruzione della Lega Internazionale dei Lavoratori come motore della ricostruzione della Quarta Internazionale.
 

(traduzione di Francesco Ricci dallo spagnolo)
 
 
Note
(1) Dalle Tesi di fondazione della Lit-Quarta Internazionale.
(2) Intervento di Nahuel Moreno al Congresso fondativo della Lit-QI.
(3) Mario Roberto Santucho (1936-1976): dirigente della sinistra argentina che adottò le posizioni guevariste. Fu il fondatore e il massimo dirigente del Prt-El combatiente e dell'organizzazione guerrigliera Erp. Morì assassinato dalla dittatura militare.
(4) Lambertismo: corrente trotskista diretta dal francese Pierre Lambert.
(5) Cordobazos: semi-insurrezioni operaie e studentesche che esplosero nella città di Cordoba (Argentina) nel 1969 e 1970 contro il governo militare dell'epoca.
(6) Michel Pablo, giovane dirigente greco che divenne il principale dirigente della Quarta Internazionale dopo la seconda guerra mondiale. Nel 1952, insieme a Ernst Mandel, arrivarono alla conclusione dell'imminenza di una terza guerra mondiale, questa volta contro l'Urss, e ritennero che i partiti comunisti, che avevano espropriato le borghesie, sarebbero stati costretti a scontrarsi con l'imperialismo. Questo motivava, nel loro ragionamento, la convinzione che non c'era tempo per costruire partiti trotskisti e che bisognasse entrare nei pc stalinisti (in seguito estesero la cosa anche ai partiti nazionalisti borghesi che dirigevano movimenti di massa) per aiutare queste direzioni a dirigersi verso la rivoluzione.
(7) Tesi di fondazione della Lit.

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