Partito di Alternativa Comunista

BATTAGLIA PER LE STRADE DI ROMA

Studenti e ricercatori alzano la testa!

BATTAGLIA PER LE STRADE DI ROMA

 

Presa d’assalto la sede del Senato, scontri con la polizia, lanci di uova. Decine i feriti dalla polizia.


di Adriano Lotito*

 

studenti 1 2010

 

“Ridateci il nostro futuro”: questo è l’urlo di rabbia partito dalle masse di studenti, universitari, ricercatori e professori che in questi giorni stanno invadendo le strade delle città di tutto il Paese. Ora dopo ora la protesta si sta espandendo con improvvisa rapidità proprio mentre alla Camera è in discussione il disegno di legge sulla riforma dell’Università targata Gelmini. Una protesta che sta assumendo sempre di più l’aspetto di un vero e proprio scontro frontale, divampando da Nord a Sud e mettendo a dura prova la tenuta di un sistema già irrimediabilmente destinato al crollo.

 

Roma: gli studenti all’attacco del Senato

Il punto più alto raggiunto dalla lotta coraggiosamente condotta dagli studenti contro il ddl Gelmini è sicuramente il tentativo da parte di un nutrito gruppo di studenti di penetrare con la forza all’interno di Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica. L’azione è seguita a un corteo per le strade di Roma che ha visto la partecipazione numerosa di docenti, ricercatori, universitari e lavoratori di tutto il mondo dell’istruzione e dell’università pubblica; durante la manifestazione, conclusasi davanti alla Camera, si sono lanciate uova e pietre contro la sede della Conferenza dei rettori delle università italiane e contro le forze dell’ordine schierate in assetto di antisommossa. Gli studenti hanno cercato ripetutamente di sfondare i cordoni della polizia, affrontando i fedeli servitori dell’ordine borghese per le strade del centro, tra via del Corso e Montecitorio (sede della Camera dei deputati). In ultimo, un gruppo di combattivi studenti, staccatosi dal resto dei manifestanti, ha cercato appunto di occupare l’atrio del Senato, venendo però respinti a suon di manganellate. Si contano decine di studenti feriti dopo le numerose cariche da parte della polizia.

 

Dalle Alpi alla Sicilia la protesta non si ferma

 

Gli scontri di Roma sono solo la punta dell’iceberg di una stagione di lotte apertasi con inaspettata determinazione (in realtà noi ce lo aspettavamo da tempo). In questi giorni a Torino è in corso l’occupazione di Palazzo Nuovo, mentre a Pisa numerosi studenti universitari hanno occupato i ponti sul fiume Arno interrompendo la regolare viabilità stradale. Occupazioni di tetti da parte di studenti e professori si sono avute anche a Perugina e a Salerno, mentre a Palermo le scuole superiori occupate sono ben sedici insieme ad altre facoltà universitarie. Tutto questo nonostante gli attacchi della Gelmini che finge di ignorare le proteste definendole “vecchi rituali” e del ministro dell’Interno Maroni che ha assicurato in futuro una più efficace rete di sicurezza (vale a dire più squadre repressive armate di manganello). Il Presidente del Senato, chiaramente intimorito dalla sollevazione studentesca, ha parlato invece di “vile aggressione” tacendo sulle continue violenze delle forze dell’ordine. Nonostante anche il sistema mediatico, strumento di incredibile efficacia nelle mani dei padroni, dia poca visibilità a queste lotte sempre più focose, studenti e lavoratori hanno chiaramente dimostrato di voler procedere su questa strada, continuando a combattere e senza arrendersi alle intimidazioni che si susseguono da parte del governo e dei poteri forti.

 

Organizzare le lotte contro le forbici del capitalismo

 

Il Partito di Alternativa Comunista sostiene le proteste degli studenti e dei ricercatori. Queste lotte in via di espansione sono sicuramente un dato incoraggiante, ma bisogna anche saper analizzare obiettivamente la situazione attuale. Una situazione che comunque attesta una grande frammentarietà e uno spontaneismo che alla lunga si rivelerà nocivo per le stesse cause per cui gli studenti e i lavoratori si stanno battendo. Infatti la storia ci ha insegnato che senza una guida che organizzi e unisca le varie vertenze portate avanti in questo periodo, ogni sommossa sarà destinata a perdersi per strada con l’effetto di inasprire le controriforme di regime con cui gli industriali e i banchieri stanno facendo pagare la loro crisi alle categorie sociali più disagiate. Questa guida non può che essere un partito rivoluzionario, un partito che sia l’alfiere di un’opposizione frontale al sistema capitalistico in via di dissoluzione. Un partito da costruire per poter unificare tutte le urla, tutta la rabbia che sta rinfocolando le fila di operai, studenti, docenti, ricercatori, immigrati, precari di tutto il mondo del lavoro. Un partito per poter spazzare via definitivamente tutto il putridume esacerbato dalla crisi del capitalismo: il partito della rivoluzione socialista.

 

*dei collettivi degli studenti medi in lotta contro i tagli

 

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