Partito di Alternativa Comunista

Bari, OM Carrelli in lotta

Bari, OM Carrelli in lotta

Intervista a Francesco Carbonara (RSU Fiom)

 

di Nicola Porfido (*)

Non sembra possa esservi tregua per i 300 lavoratori, e per le famiglie alle loro spalle, dell'OM Carrelli Bari. Cosa è cambiato dal 5 luglio ad oggi?

Non molto. Ad oggi i lavoratori dell'OM non possono ancora dormire sogni tranquilli poiché, così come il 5 luglio scorso i dirigenti del gruppo Kion (padrone del gruppo e di altri due marchi di carrelli, Still e Linde) annunciarono la chiusura dell impianto, il 28 febbraio scorso la Hybrid (che avrebbe riconvertito l'impianto per la produzione di taxi ecologici) convoca i sindacati per annunciare che il progetto non può più prender vita. La causa è il ritiro dalle trattative degli imprenditori della cordata interessata.

 

Quali sono le cause che spingono i gruppi padronali a chiudere un'azienda, o a tirarsi indietro nelle trattative per una riconversione?

Nell'attuale clima internazionale fu facile per il gruppo Kion parlare di crisi economica globale, una scusa che regge ben poco visti i buoni livelli di produttività che i suoi stabilimenti mantenevano. Per l'Om Carrelli di Bari era stata da poco presentata al Ministero del Lavoro un piano di rilancio aziendale richiedendo la mobilità per 11 dipendenti, mentre nello stabilimento francese di Montataire si registrava addirittura una produttività del 110% ma ha dovuto subire la stessa sorte. E' sembrato più probabile invece che la decisione sia nata da un motivo di profitto, data l'acquisizione di tutto il brand Om da parte di Still. Quali siano le cause del ritiro degli imprenditori della cordata che sosteneva la Hybrid invece è più difficile dirlo per ora. Il 14 marzo le parti in causa sono state convocate al tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico e a fine mese si cercherà di fare il punto della situazione.

 

Come procedono dunque le lotte dopo questi ultimi avvenimenti?

Le mobilitazioni dei lavoratori naturalmente continuano. Dopo un'estate letteralmente "infernale", passata a presidiare i cancelli dello stabilimento giorno e notte e altre iniziative, in questi giorni ci siamo spostati nel centro di Bari per rendere ulteriormente visibile la lotta. Sabato 10 marzo, il giorno dopo la manifestazione Fiom a Roma, al Teatro Petruzzelli si sono seduti i rappresentanti dei lavoratori del Teatro, dell'Om e della Magneti Marelli ad una tavola rotonda a tema precariato e articolo 18. Anche la sede del Consiglio Regionale pugliese e stata scena di mobilitazione il 14 marzo, nel giorno di incontro al ministero tra le parti. L'attenzione deve rimanere alta: né la lotta dei lavoratori dell'Om Carrelli Bari né quella di tutto il mondo del lavoro circostante deve fermarsi. Solo lottando si può vincere. Che la crisi la paghino i padroni!

 

Alternativa Comunista è quotidianamente a fianco dei lavoratori dell'Om Carrelli in lotta.

 

(*) Pdac sezione di Bari

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