Partito di Alternativa Comunista

contro nuove basi militari

                      

 

 

Vicenza: No a nuove basi militari, via quelle esistenti





Mercoledì 9 agosto oltre cinquecento persone hanno preso parte alla manifestazione contro la realizzazione di una nuova base militare americana nella città di Vicenza, tra gli interventi da segnalare quello della compagna Patrizia Cammarata, dirigente della Cub-Rdb di Vicenza e di PC Rol.

L'appuntamento per i manifestanti era fissato per le 20,30 davanti all'aeroporto Dal Molin, sede scelta per la nuova base che si aggiungerebbe a quella già esistente la Ederle. Progetto Comunista - Rifondare l'opposizione dei lavoratori ha preso parte alla manifestazione organizzata dai "Comitati Popolari  contro la base militare al Dal Molin", in occasione della manifestazione abbiamo distribuito il comunicato e il volantino che potete leggere di seguito, in parte riportati dalla stampa locale, Gazzettino e Giornale di Vicenza, quest'ultimo ha polemizzato per la presenza nel corteo delle bandiere di Progetto Comunista, ma i comunisti come ci insegna Marx manifestano apertamente il loro pensiero.

 

 

Comunicato

NO A NUOVE BASI, VIA LE BASI MILITARI

I POSTI DI LAVORO SI SALVAGUARDANO SOLO  RICONVERTENDO AD USI CIVILI LE BASI MILITARI

 

La costruzione di una nuova base militare a Vicenza, al Dal Molin, non salvaguardia, ne garantisce la sicurezza occupazionale come affermano esponenti della Lega Nord e di Forza Italia.

La nuova base militare, come tutte le basi militari, ha un solo effetto: militarizza il territorio e rende incerto il futuro di tutti i cittadini. Il futuro non si costruisce attaccando e bombardando altri popoli ma stabilendo relazioni di solidarietà con essi.

 

I posti di lavoro, la loro sicurezza e stabilità non si difendono come fanno la Uil e la Cisl vicentine chiedendo nuovi soldi per nuove basi militari, ma lottando ed organizzando i lavoratori perché il Comune di Vicenza e il Governo riconvertano i posti di lavoro della base e dell'indotto in lavori stabili e sicuri.

 

Progetto Comunista chiede a tutte le forze della sinistra e sindacali  (a partire da Cgil e Rdb-Cub) di mobilitarsi perché a Vicenza e nel paese non siano costruite nuove basi militari e quelli esistenti siano chiuse e riconvertite ad usi civili, questa è la sola garanzia di un lavoro stabile e sicuro.

 

La lotta contro la costruzione della nuova base militare e per la chiusura e la riconversione a strutture civili di quelli esistenti deve essere connessa alla più generale lotta contro la guerra. Ecco perchè Progetto comunista chiede il ritiro immediato delle truppe dall'Iraq, si oppone alla guerra in Afghanistan ed è contrario a qualsiasi intervento militare europeo o dell'Onu in Libano.

 



 


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