Partito di Alternativa Comunista

Un film sulla lotta degli operai Fiat

Un film sulla lotta degli operai Fiat
A ZUPP’ E FASUL’
Alternativa Comunista promuove la diffusione del Dvd
Intervista agli operai della Ferrari registi del film
 
 
zup e fasul
guarda su youtube il trailer del film
 
Le copie del dvd (6 euro) vanno richieste
al Pdac di Modena:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 

 
Tra novembre e dicembre 2011 alla Ferrari sono state proclamate quaranta ore di sciopero per respingere il “modello Pomigliano”, che è stato imposto da Marchionne a tutte le fabbriche del gruppo Fiat (di cui anche la Ferrari fa parte). Lo sciopero è stato deciso durante le assemblee dei lavoratori ed è riuscito a mettere in difficoltà non solo l’azienda, ma anche Fim e Uilm che hanno visto le loro Rsu bocciare l'accordo Fiat sotto la pressione delle lotte dei lavoratori. Pertanto, attualmente, l’accordo Fiat viene applicato in Ferrari con un puro atto autoritario. Anche per questo motivo la resistenza in Ferrari continua ed è per questa resistenza inossidabile che la reazione padronale non si è fatta attendere. In Ferrari ieri e oggi gli operai in lotta subiscono una pesante repressione: richiami, sospensioni, intimidazioni.
Il film A zupp’ e fasul’, interamente realizzato dai delegati della Fiom Ferrari (che oggi non hanno più diritto a una rappresentanza in fabbrica), racconta lo sciopero prolungato dello scorso autunno. E’ un film che descrive quella lotta con grande abilità e ironia, basato su un gioco di immagini e suoni che lascia a chi guarda la possibilità di interpretare e trarre conclusioni. Soprattutto, è un film che chiama alla lotta contro il modello Pomigliano e contro le misure di austerità del governo Monti.
Alternativa Comunista promuove e diffonde questo film per dare un contributo alla lotta degli operai della Ferrari. I ricavi della vendita saranno interamente devoluti agli operai della Ferrari, come contributo per far fronte alle spese legali e alle spese per l’attività sindacale.
 

A zupp’ e fasul’ è già stato presentato a Modena, in occasione di un’assemblea contro il governo Monti, e a Manchester, nel corso della conferenza “A new italian political cinema?”. La copertina del dvd ha avuto il contributo del fumettista Alessio Spataro, che ha realizzato una vignetta per questo dvd (la grafica della copertina è di Marco Pegorin). Il Pdac ha lanciato la campagna di proiezione e diffusione del film il primo maggio a Verona, in occasione di un’iniziativa a sostengo della candidatura di Ibrahima Barry. In quell’occasione abbiamo intervistato gli operai autori del film.
Partiamo dal titolo, A zupp’ e fasul’. Perché?
Innanzitutto abbiamo voluto utilizzare la lingua napoletana perché il contratto Fiat, con il conseguente peggioramento delle condizioni dei lavoratori del gruppo, è stato imposto con un referendum farsa partendo proprio da Pomigliano d’Arco, quindi da Napoli. Il concetto A zupp’ e fasul si riferisce ai temi amalgamati nell’accordo: dalle 120 ore di straordinario obbligatorio, all’impossibilità per le organizzazioni sindacali non firmatarie di avere la rappresentanza sindacale in azienda; ingredienti indigesti e mescolati con la complicità di quasi tutti gli attori coinvolti nella questione Pomigliano: istituzioni, Cgil territoriale, Fim, Uilm e i loro rispettivi riferimenti confederali. Un piatto improponibile composto, o accettato, da più parti e imposto col ricatto ai dipendenti Fiat.
Musica, immagini, citazioni cinematografiche: quando avete presentato il film lo avete definito una sorta di “blob”. L’effetto è indubbiamente originale. E’ una scelta voluta?
Possiamo dire di sì. Abbiamo pensato di raccontare con degli spezzoni, in solo 28 minuti, quello che accadeva a Maranello e nel gruppo Fiat, tentando per tutto la durata del video di comunicare la surreale e inquietante situazione che si stava vivendo in Fiat tra novembre e dicembre 2011. Da un momento all’altro si sarebbe firmato un accordo anti-democratico che estendeva l’accordo di Pomigliano e Mirafiori a tutto il gruppo. Tutto questo avveniva superando ogni buon senso o logica, in modo pulp. La tecnica che abbiamo voluto utilizzare è quindi quella del blob: spezzoni tenuti insieme da un filo logico formale, ma i contenuti, visti nell’insieme, risultano politicamente ed eticamente pulp... o meglio: a zupp’ e fasul’!
Uno degli aspetti che a noi è più piaciuto è la contrapposizione, volontaria o involontaria, tra l’allegria di chi lotta e la tristezza di padroni e burocrati. Pensi che questa allegria corrisponda anche allo stato d’animo degli operai durante le giornate di sciopero?
Sono convinto che quando, per una forte offesa ricevuta, matura la coscienza della propria condizione di sottomissione all’arroganza e alla violenza del potere e dei padroni, la lotta contro le prevaricazioni diventa un momento di aggregazione, di gioia e di riscatto; ma anche, lentamente, un processo consapevole di solidarietà da cui si può ri-partire per elaborare piattaforme politiche che partono dalle necessità reali dei lavoratori e delle classi più umili in generale.
Il film è stato realizzato nelle settimane in cui Mario Monti prendeva il posto di Berlusconi. Un capitolo del film titola proprio “un po’ di Monti”. Voi e gli operai in sciopero avevate le idee chiare su cosa il governo avrebbe rappresentato...
Ci voleva poco a capire che Monti avrebbe svolto il lavoro sporco che nessun governo aveva l’autorità di svolgere. La lettera inviata dalla Bce nell’estate del 2011 al governo italiano parlava di tagli al welfare e ai diritti dei lavoratori. Chi meglio di un governo non eletto dai cittadini poteva fare i compiti a casa imposti dalla Troika? Chi meglio di un governo insediatosi con un golpe bianco, sostenuto da partiti di destra, di sinistra e dai sindacati confederali, poteva fare gli interessi della finanza internazionale?
Cosa vi augurate dalla diffusione di questo film?
Vorremmo che la possibilità che ci è stata offerta dai compagni di Alternativa Comunista non sia utilizzata solo per un fine documentaristico! Raccontare quello che è accaduto in Ferrari e alla Fiat non deve coincidere con un’iniziativa testimoniale. Questo video è un pretesto, un veicolo per mettere in contatto, e a confronto, la nostra esperienza di operai con quelle di altri lavoratori e cittadini che in questo momento colgono tutte le contraddizioni del liberismo e delle democrazie fondate sulla dottrina del liberismo.
Nell’assemblea di oggi, ad esempio, insieme a tanti immigrati di Verona, riuniti in un coordinamento che ci ha invitato per presentare il nostro film, credo che la riflessione più importante sia stata la seguente: risulta sempre più evidente che non c’è nessuna contraddizione tra un accordo sindacale che mette alla porta un sindacato non firmatario ma molto rappresentativo come la Fiom e uno Stato che legifera e impedisce a migliaia di migranti di partecipare alle elezioni. Il problema quindi è nell’impostazione delle cose. La Fiat agisce, consapevolmente, di conseguenza!
 
 
Verona, 1° maggio 2012

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