Partito di Alternativa Comunista

VERONA, PERCHE BRUCIA UN OPERAIO

Verona
PERCHE' BRUCIA UN OPERAIO
Uniamo le lotte contro la guerra sociale dei padroni
 
 
 
Ibrahima Barry (*)
La sezione di Verona del  Pdac esprime la propria solidarietà al giovane operaio edile, di origine marocchina, ricoverato con gravi ustioni alla testa e alle gambe all’ospedale Borgo Trento di Verona, dopo essersi cosparso di benzina ed essersi dato fuoco  la mattina del 29 marzo, davanti a palazzo Barberi, sede del municipio.
Ancora una volta un gesto estremo dovuto all’insostenibile situazione economica, dopo quattro mesi di mancato pagamento del salario.
Un gesto estremo che riporta alla memoria la morte per suicidio del giovane Mohamed Bouazizi in Tunisia a metà dicembre del 2010, anche lui datosi fuoco per protestare contro il sequestro della propria merce da parte delle autorità corrotte. Gesto che è stato la miccia per l’esplosione della “rivoluzione del gelsomino”, una rivoluzione che si è estesa nel Nord Africa e nel Medio Oriente.
La crisi sistemica internazionale del capitalismo  sta incontrando la risposta delle masse e il vento rivoluzionario del Nord Africa comincia a soffiare anche in Europa. Ma le tragedie come quella del giovane operaio di Verona, come lo sciopero della fame dei lavoratori dell’ Autotrasporti De Boni di Bolzano Vicentino che stanno scioperando ad oltranza per poter ricevere il loro salario, indicano che questa disperazione ha bisogno di un’organizzazione che la porti non all’autolesionismo ma ad uno sbocco vincente.
Il Pdac auspica l’unione nella lotta di tutti i lavoratori che, da soli, stanno subendo e pagando in maniera ogni giorno più pesante le conseguenze di una crisi che non hanno provocato loro.
Un’unione che deve portare alla rivoluzione anche nel nostro Paese affinché questo sistema marcio che affama e toglie diritti e tutele alla stragrande maggioranza della popolazione mondiale venga travolto e sostituito da un sistema, il governo dei lavoratori, che abbia come scopo primario il benessere della maggioranza della popolazione e non i profitti di uno stretto gruppo di famiglie di capitalisti, rappresentato da multinazionali e banche, che ci affamano. 
Gli scioperi e le manifestazioni spontanee, di lavoratori di tutte le sigle sindacali, scesi in piazza a centinaia  in numerose città dopo la riforma del lavoro annunciata dal governo Monti che vuole cancellare l’articolo 18, sono l’auspicio di una nuova unità nella lotta che deve riportare finalmente i lavoratori ad essere protagonisti del loro destino; perché questo si realizzi è  importante ed urgente la costruzione del partito rivoluzionario che possa organizzare questa risposta in una prospettiva in senso socialista ed internazionale. 
 
(*) Pdac - sezione di Verona
 

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