Partito di Alternativa Comunista

Convegno a Matera

Si è tenuto il 13-14 maggio a Nova Siri Marina (Matera) un convegno nazionale contro il nucleare. Tra i relatori, oltre a numerosi tecnici e specialisti, il giornalista del Manifesto Antonio Massari (autore di un'inchiesta sul ritorno del nucleare), Vincenzo Miliucci dei Cobas, e rappresentanti di varie associazioni ambientaliste. Pubblichiamo qui sotto l'intervento di Claudio Mastrogiulio, coordinatore del collettivo di Matera di Progetto Comunista - Rol (il nostro collettivo è stato tra i promotori del convegno).

A RIFONDAZIONE LE BRICIOLE

di Francesco Fioravanti

Dopo la travagliata vittoria elettorale, le polemiche che ne sono scaturite e le varie scadenze istituzionali che hanno necessariamente ritardato la formazione del secondo governo Prodi, questo è ufficialmente entrato in carica mercoledì 17 maggio, dopo il rituale del giuramento al Quirinale di fronte al neo-Presidente della Repubblica Napolitano. Prossime tappe obbligate: la fiducia da ottenere in entrambe le camere: venerdì 19 al Senato; lunedì e martedì prossimi alla Camera.

 

di Francesco Ricci

Mentre Rifondazione si avvia a passo di marcia verso un governo i cui ministri in pectore annunciano un futuro di "lacrime e sangue"; mentre il Prc di Torino conclude, alle spalle dei militanti No Tav, l'accordo per le comunali con Chiamparino e gli alfieri della Tav; mentre Bertinotti -già indossati i panni di presidente della Camera "di tutti gli italiani"- si affanna a prendere le distanze financo da chi si è limitato a fischiare la Moratti il 25 aprile; mentre succede tutto ciò la cosa più incredibile è la rapidità con cui avviene la capitolazione delle minoranze del Prc.

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Opuscolo di vignette di Alessio Spataro.

Dal pacchetto Treu alla Gabbia dell'Unione. Raccolta di vignette di Alessio Spataro sul "compagno" Bertinotti e la parabola di Rifondazione Comunista.

Prezzo di copertina: 2 euro

Per maggiori informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il paese che esce dalle urne del 9 e 10 aprile è profondamente segnato da una volontà di rendere passive le classi lavoratrici. La mancata grande vittoria del centrosinistra contro Berlusconi si deve leggere anche in questo senso. Nel nostro paese il dibattito imposto dai padroni inizia e finisce col bipolarismo, la difesa dell'imperialismo italiano, la salvaguardia delle istituzioni, dell'ordine e della sicurezza - contro immigrati e "estremisti". Nel frattempo le masse lavoratrici sono messe all'angolo e allontanate dalla partecipazione alla vita politica: il loro voto risponde perfettamente a questa loro passività, e si distribuisce in modo equo tra un centrodestra reazionario e un centrosinistra liberale.

volantino in distribuzione il 25 aprile 2006

Prende il via a gonfie vere il processo costituente del partito comunista rivoluzionario

di Fabiana Stefanoni

La sala dove si è svolta la grande assemblea del 22 aprile che ha dato il via alla rifondazione di un partito comunista era stracolma. Ancor prima che arrivassero i compagni del Veneto e della Puglia, è stato necessario aggiungere delle sedie in fondo alla sala. Non solo: decine di compagni in piedi ai lati, costretti a spostarsi per far spazio a nuovi compagni che continuavano ad arrivare.

Comunicato stampa

GRANDE SUCCESSO DELL'ASSEMBLEA NAZIONALE DI PROGETTO COMUNISTA RIFONDARE L'OPPOSIZIONE DEI LAVORATORI

MENTRE BERTINOTTI DEFINISCE I NOMI DEI MINISTRI NEL COMITATO POLITICO NAZIONALE DI RIFONDAZIONE COMUNISTA, CENTINAIA DI MILITANTI E ATTIVISTI SOSTENGONO LA SCISSIONE DA RIFONDAZIONE COMUNISTA (INCLUSI 10 MEMBRI DEL COMITATO POLITICO NAZIONALE STESSO)

Nessun sostegno al governo Prodi-Confindustria

RIFONDIAMO UN PARTITO COMUNISTA

Per la salvaguardia dell'opposizione comunista in Italia!

Per una vera alternativa anticapitalista!

Per un governo dei lavoratori!

UN NUOVO GOVERNO CONTRO I LAVORATORI

Le elezioni del 9-10 aprile hanno dimostrato che l'Unione non ha saputo intercettare il disagio dei milioni di lavoratori e giovani che hanno subito cinque anni di politiche antioperaie del governo Berlusconi. Tutto questo non ci stupisce: l'Unione, che ha vinto per un pugno di voti, ha annunciato da tempo a chiare lettere che il governo che si prepara sarà un nuovo governo "lacrime e sangue", che farà pagare la crisi economica ancora una volta ai lavoratori, negli interessi di Confindustria e del padronato italiano.

Al movimento operaio il compito di rovesciarlo
 
di Antonino Marceca
 
All'indomani delle elezioni politiche, il 14 aprile, l'ex ministro del lavoro del primo governo Prodi, autore dell'indigesto "pacchetto Treu", si apprestava ad apparecchiare il tavolo della concertazione. E chi meglio di Treu poteva preparare il tavolo, esperto nella precarizzazione del lavoro salariato, presidente di una delle maggiori società di somministrazione di schiavi salariati: Adecco?
Il "pacchetto Treu" nel corso dei cinque anni berlusconiani è evoluto nella legge Biagi. Legge che sembra necessitare, a parere di illustri esponenti liberali, di ulteriori aggiustamenti. Il programma dell'Unione prevede infatti una modifica che va sotto il nome di "superamento", questo ritocco, che introdurrebbe gli ammortizzatori sociali, vede anche Follini (Udc) d'accordo.

Nonostante il tentativo dei vertici nazionali del Prc di minimizzare.
Nonostante il Manifesto ci dedichi articoletti di insulti, tra un articolo e l'altro di celebrazione di Prodi e gli editoriali di Parlato che vaneggia e chiama alla "vigilanza democratica" per difendere Prodi (già ben difeso dai banchieri e da Confindustria)
Nonostante Marco Ferrando continui ad inviare comunicati stampa (non più contro l'ingresso del Prc al governo, ma contro la sinistra del partito che rompe col Prc governista!) per assicurare che siamo poca cosa e che quanto a lui sta "saldamente nel partito"; preparandosi a presentare al prossimo Cpn (dove sono rimasti con lui solo in 6 sui 17 membri eletti dall'area) la richiesta di un'assemblea degli iscritti per valutare il programma di governo (nientemeno!).

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Bertinotti va al governo con i banchieri e i nemici dei lavoratori e dei movimenti
di Francesco Ricci
 
Abbiamo fatto la scissione da Rifondazione e iniziamo la costruzione di un nuovo partito comunista.
Questa frase riassume un fatto che è di importanza fondamentale non solo per ognuno di noi. Riassume una scelta collettiva di migliaia di compagni e di compagne che dopo aver animato per quindici anni il Prc oggi si preparano a ricominciare il lavoro della rifondazione separandosi dalla scelta governista e anti-operaia di Bertinotti.

Mentre scriviamo queste righe, allontanandoci per qualche decina di minuti dal lavoro incessante che abbiamo iniziato e che assorbe ogni attimo di queste giornate frenetiche ma entusiasmanti, possiamo fermarci a osservare quanto sta succedendo, e questo momento che (noi estranei a ogni retorica) definiamo senza esitazione: storico.

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